Sette medaglie per i vini di Lanzarote al mondiale della viticoltura eroica

I vini di Lanzarote tornano dal Mondial des Vins Extrêmes con sette medaglie: tre Gran Medaglie d'Oro e quattro d'Oro. Il concorso, alla trentaquattresima edizione, si tiene in Valle d'Aosta ed è organizzato dal CERVIM: è l'unico al mondo riservato alla viticoltura eroica, quella dei forti pendii, delle quote alte e delle isole piccole. Quest'anno erano in gara oltre 1.100 vini da 22 paesi.
Bodegas Timanfaya è la più premiata: due Gran Medaglie d'Oro, al Moscatel Dulce Selección 1999 e alla Malvasía Dulce Natural 2018, più un Oro al Timanfaya Tinto 2023. Al moscatel del 1999 è andato anche il premio speciale come miglior vino di piede franco, con il punteggio più alto in assoluto della categoria.
Una Gran Medaglia d'Oro è andata al Martinón Blanco Seco 2025 di Bodegas Martinón, che ha aggiunto un Oro col Blanco Afrutado 2025. Due Ori per El Grifo, con l'Experiencia de Vendimia Listán Blanco, Crianza en Fudre 2024 e il Seco Colección 2025.
Perché conta
La categoria dice più della medaglia. A Lanzarote la vite si coltiva dentro conche scavate nella cenere e riparate da muretti di pietra, una a una: è agricoltura fatta a mano, su una terra che non perdona. Il presidente del Consiglio Regolatore della DOP Vinos de Lanzarote, Jorge Rodríguez, ha letto i premi come il riconoscimento di quel lavoro. È anche la ragione per cui questi vini vincono in un concorso che mette in fila solo chi coltiva in condizioni estreme.
Daniele Boagno
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