Tre donne vincono il premio d'arte intitolato a una donna, e in mostra ci sono tutte e trentadue le opere

Si chiamava Elisa Betancort Delgado e ha passato la vita a difendere l'uguaglianza. Il premio d'arte che porta il suo nome, organizzato dall'associazione Mararía con il Comune di Arrecife, ha appena consegnato la sua edizione 2026 alla Casa de la Cultura.
Le tre premiate
- Primo premio: Olena Kosenko, con Raíces que respiran — radici che respirano.
- Secondo: Mayte Bethencourt, con Memoria e identidad.
- Terzo: Isabelle Mathieu, con Melifluo.
La giuria era composta da Mariola Acosta, Ildefonso Aguilar e Pedro Tayó, con María Isabel Navarro, Juli Mesa e Rosa Vera.
La parte che vale il viaggio
Non sono tre quadri in croce: in mostra alla Casa de la Cultura ci sono trentadue opere, cioè tutte quelle presentate. È il modo migliore di guardare un premio d'arte — non solo chi ha vinto, ma contro chi.
Perché esiste
L'assessore Echedey Eugenio l'ha detto alla consegna: la traiettoria di Elisa Betancort «ha sempre difeso l'uguaglianza», e questo concorso serve a tenere viva quella memoria. Nieves Rosa Hernández, presidente di Mararía, ha ringraziato chi ha partecipato e ricordato la famiglia. I premi li ha consegnati l'assessora al Benessere Sociale Maite Corujo; l'area diretta da Abigail González sostiene l'iniziativa.
Un premio d'arte intitolato a una donna che ha fatto politica per l'uguaglianza, vinto da tre donne, in un'isola dove i premi d'arte si contano sulle dita di una mano. Vale la mezz'ora che ci vuole a vederlo.
Casa de la Cultura Agustín de la Hoz, Arrecife. L'ingresso è libero.
Pamela Maletti
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