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Vendemmia 2026 a Lanzarote: si punta a superare i tre milioni di chili di uva

Vendemmia 2026 a Lanzarote: si punta a superare i tre milioni di chili di uva
+ Besuch der Bodega La Geria. 01 · Holger Uwe Schmitt · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La vendemmia 2026 entra nella sua fase finale con numeri che a Lanzarote non si vedevano da qualche anno. La Denominazione di Origine Vinos de Lanzarote prevede di superare i tre milioni di chili di uva raccolti, un risultato che arriva dopo due campagne segnate da una produzione inferiore alle attese.

Non conta solo il volume. Il Consiglio Regolatore segnala anche l'eccellente stato sanitario dei grappoli e un livello qualitativo alto in tutta la campagna, frutto del lavoro portato avanti durante l'intero anno da viticoltori e cantine su un vigneto che, per come è fatto, non concede scorciatoie: buche nella cenere lavica, muretti di pietra a secco, nessun impianto a filare.

Sul fronte della formazione, il 2026 è stato un anno intenso. La Denominazione di Origine ha sviluppato un programma di viticoltura affidato ai tecnici Julio Prieto ed Emilio Peiró, con un approccio pratico su temi concreti: potatura di rispetto, gestione efficiente dell'irrigazione e controllo dei parassiti. L'enologo Xabier Kamio ha invece guidato alcune giornate dedicate al Listán Negro, con una degustazione formativa incentrata sulla versatilità di questa varietà canaria.

Il calendario dell'anno ha puntato anche sull'avvicinare il pubblico al paesaggio del vino. Sono state organizzate escursioni interpretate insieme alle cantine Erupción, Rocanegra e Tao Viticultores, mentre l'Experiencia Enogastronómica al Jardín de Cactus ha abbinato quattro vini dell'isola alla cucina locale. In estate è tornato anche il ciclo di racconti “Érase una vid”, ospitato nelle cantine.

Cosa significa una buona annata per chi vive qui

Una vendemmia abbondante non si traduce subito in bottiglie sugli scaffali: i bianchi da Malvasía Volcánica arrivano in commercio nei mesi successivi, i rossi e i vini con passaggio in legno più tardi. Chi vive sull'isola può però cogliere l'occasione dei prossimi mesi per visitare le cantine di La Geria, Masdache, Tinajo e Uga, quando il lavoro in vigna rallenta e il personale ha più tempo per spiegare cosa distingue una hoya dall'altra. Un consiglio pratico: chiedere in degustazione un confronto fra due annate diverse della stessa etichetta è il modo più rapido per capire quanto il clima incida su un vigneto coltivato su cenere vulcanica.

Daniele Boagno