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Da Barranquilla a Yaiza: una famiglia festeggia venticinque anni di matrimonio e di isola insieme

Da Barranquilla a Yaiza: una famiglia festeggia venticinque anni di matrimonio e di isola insieme
Yaiza - Lanzarote - Spain. Y06 · Luis Miguel Bugallo Sánchez (lmbuga) · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Ci sono anniversari che si festeggiano in due. Questo si festeggia in tre, e il terzo è un'isola.

Alex Salebe e Bibiana arrivarono a Yaiza da Barranquilla, in Colombia, nel 2001, appena sposati. Due anni dopo nasceva Mateo, che di Lanzarote è figlio a tutti gli effetti. Quest'anno le due ricorrenze cadono insieme: venticinque anni di matrimonio e venticinque anni di isola. Padre e figlio le hanno raccontate scrivendo a quattro mani — Mateo da Madrid, dove studia, Alex da qui.

Quello che si lascia

«Anche quando è una scelta», scrivono, «lasciare il proprio Paese è sempre difficile»: vuol dire lasciare i genitori, i fratelli, il resto della famiglia. Mateo, che quel momento non l'ha visto, dice di averlo avuto davanti agli occhi tutta la vita, nell'esempio in casa. È la stessa cosa che fanno oggi famiglie di infiniti Paesi, e che a Lanzarote si vede tutti i giorni senza che quasi mai qualcuno la racconti dall'interno.

La frase del nonno

Nel pezzo c'è una riga che vale l'intera colonna. Mateo dice di scrivere da apprendista, e il padre gli ricorda quello che il nonno Alfonso diceva a lui: «Non smettiamo mai di essere apprendisti».

È una storia di ospitalità canaria raccontata da chi l'ha ricevuta, e per una volta non dice niente di politica: dice grazie a un paese. In un'isola dove metà delle conversazioni sull'immigrazione finiscono in rissa, sentire una famiglia che festeggia venticinque anni di vita qui è il genere di notizia che vale quanto un investimento.

Pamela Maletti