Duemila euro per chi vince a carte: torna il Desafío Envite di Teguise, cinque settimane per i centri del comune

Ci sono patrimoni che stanno nei musei e patrimoni che stanno sul tavolo di un bar. L'envite è il secondo tipo: il gioco di carte canario per eccellenza, quello che si impara guardando gli adulti giocare prima ancora di capirne le regole, fatto di coppie, di segni fra compagni e di scommesse cantate ad alta voce.
Il Comune di Teguise ci ha costruito sopra un campionato, e dopo il successo della prima edizione lo ripete: il II Desafío Envite de Teguise si gioca dal 16 ottobre al 20 novembre.
Come funziona
• La competizione gira per i centri socioculturali del comune: si gioca in paesi diversi, non in una sede sola.
• La formula è a girone, quindi non si esce alla prima partita persa.
• Le iscrizioni sono aperte.
I premi
Non è un torneo simbolico: la coppia campione si porta a casa 2.000 euro in contanti, e ci sono premi anche per gli altri piazzamenti.
Perché il Comune ci tiene
La sindaca Olivia Duque lo dice chiaramente: «L'envite fa parte della nostra cultura popolare. Questi incontri riuniscono sempre familiari, amici e vicini. Vogliamo continuare a dare vita a questa bella usanza canaria».
L'assessore Andoni Machín aggiunge l'altra metà del ragionamento, che è meno romantica e altrettanto vera: facendo girare il torneo per i paesi, i centri socioculturali restano luoghi vivi invece che sale chiuse a chiave sei giorni su sette.
È patrimonio immateriale, nel senso più letterale: non si conserva mettendolo sotto vetro, si conserva solo continuando a giocarci.
Giacomo Piraino
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