Il Cine Buñuel aprì con «Un chien andalou» e da quarantadue anni non ha cambiato idea

Il 16 gennaio 1984, dentro El Almacén, ad Arrecife, si accendeva per la prima volta un proiettore. In programma: L'età dell'oro e Un chien andalou. Non si poteva essere più espliciti: la sala si chiamava Cine Buñuel, e Luis Buñuel era morto da pochi mesi, nel 1983. Il nome era un omaggio, e insieme una dichiarazione di che cosa quella sala avrebbe fatto.
Quarantadue anni dopo, lo fa ancora.
Che cos'è, in pratica
È l'unico posto sull'isola dove si vede cinema d'autore e indipendente in versione originale. Non quello che passa nei multisala, ma quello che altrimenti a Lanzarote non arriverebbe affatto: film che nei circuiti commerciali hanno una presenza minima o nulla, retrospettive, documentari, cose che si trovano nei festival e poi spariscono.
Detto in un altro modo: se vivete qui e vi piace il cinema, la differenza fra vedere quattro titoli l'anno e vederne quaranta passa da quella porta.
Perché proprio Buñuel
Scegliere Buñuel nel 1984 non era una scelta neutra. È l'aragonese che ha passato la vita a fare film che nessun circuito voleva, espulso, censurato, girato in Francia e in Messico perché in Spagna non si poteva. Mettere il suo nome su una sala pubblica significava dire: qui si proietta quello che altrove non si proietta.
È una promessa che pochi spazi culturali mantengono per quattro decenni. Questo sì.
Andarci
La sala sta dentro El Almacén, nel centro di Arrecife, che è anche sala espositiva, libreria e bar. Il cartellone cambia di continuo e si consulta su culturalanzarote.com.
Un consiglio pratico: molte proiezioni sono gratuite o quasi, e nessuno fa il tutto esaurito. È una delle poche cose belle dell'isola che non richiedono né prenotazione né portafoglio.
Pamela Maletti
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