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Las Cadenas, la griglieria di La Vegueta dove l'isola si siede a tavola — e ora fa anche il vino

Las Cadenas, la griglieria di La Vegueta dove l'isola si siede a tavola — e ora fa anche il vino
Bodega Suárez - Diama - La Geria - Lanzarote - BS05 · Luis Miguel Bugallo Sánchez · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Sulla carretera che da La Vegueta sale a Mancha Blanca, nel comune di Tinajo, c'è un ristorante che non compare in nessuna guida internazionale, non ha un sito, non si prenota online e sta chiuso quando tutti lavorano. Si chiama Las Cadenas, e sull'isola lo conoscono tutti.

È una griglieria. Lo dice il nome per esteso, Restaurante Grill Las Cadenas, e lo dice la carta: costolette e paletilla d'agnello, costine di maiale, capretto, filetti al pepe nero o al roquefort, chuletón. La sala è di una ventina di tavoli, più una saletta separata e una terrazza. Dalla terrazza si vedono i vigneti — e quelli, come vedremo, non sono un panorama qualunque.

Di chi è

Lo manda avanti Juan Rivera, in sala con il nipote Juanito. È aperto almeno dal 2009, e nel 2023 El Periódico de Lanzarote lo definiva già «uno di quei classici del successo» degli ultimi vent'anni, aggiungendo la cosa che più lo descrive: lavora soprattutto con i residenti. Non è un posto costruito per il turismo. È un posto dove il turismo, semmai, capita.

Il tavolo dove si decidono le cose

Qui serve una premessa che con il cibo non c'entra, ma con l'isola sì. Las Cadenas è da anni il tavolo informale della politica di Lanzarote.

Nel maggio 2025 ci si è ritrovata una ventina di pionieri del nazionalismo canario sull'isola — ex sindaci, fondatori delle formazioni poi confluite in Coalición Canaria — e Crónicas de Lanzarote l'ha raccontata come quello che è: il posto «dove uno va e incontra gente che magari non vedeva da venti o trent'anni».

Nell'aprile 2026 una foto scattata a un tavolo è finita sui giornali: il sindaco di Arrecife Yonathan de León a pranzo con ex dirigenti del Partido Popular. È servita una settimana di repliche per spiegare che non era una provocazione.

Non succede in molti ristoranti che una foto al dessert diventi una notizia politica. Succede qui perché qui ci si siede davvero.

Il vigneto dietro al ristorante

E veniamo alla cosa nuova. Il 16 settembre 2026 il Consejo Regulador della DO Vinos de Lanzarote ha accolto fra le nuove cantine iscritte una che si chiama «Francisco Rivera – Las Cadenas».

Dietro c'è una storia da pandemia: durante il covid è stato comprato un vigneto di ventimila metri quadrati — proprio alle spalle del ristorante — recuperato e piantato a Malvasía Volcánica. Quelle viti oggi hanno cinque anni. La cantina ne ha altre, da cinque a trent'anni, e compra uva da viticoltori della zona; l'enologo è Tomás Mesa, tinerfeño, passato per El Grifo, Vega de Yuco e Guiguan. Dalla vendemmia 2024 sono uscite circa cinquemila bottiglie.

Il cognome è lo stesso, il posto è lo stesso, il nome della cantina è quello del ristorante. Che siano la stessa famiglia non ce lo siamo fatti confermare, e quindi non lo scriviamo come un fatto: lo scriviamo come la domanda che vale la pena fare al telefono quando prenotate.

Che cosa si mangia davvero

La brace è il motivo per cui ci si va. Il chuletón è il piatto bandiera: nelle recensioni se ne cita uno di frisona da circa ottocento grammi intorno ai 75 euro, da dividere in due.

Ma gli antipasti sono la parte che sorprende, perché tengono insieme terra e mare in un modo molto canario: ropa vieja, morena fritta, carpaccio di polpo con burgaos, formaggio fritto con marmellata di fichi, crocchette. E in fondo la tarta de la abuela.

La carta dei vini gira su diverse denominazioni d'origine, con i bianchi di malvasía dell'isola in buona posizione.

Il voto spaccato in due

Questo è il dato più onesto che possiamo darvi, ed è interessante. Su Google, con quasi novecento recensioni, Las Cadenas sta intorno al 4,5 su 5. Su TripAdvisor, con duecento recensioni, sta a 3,9, e la voce più bassa è qualità-prezzo: 3,7.

Tradotto: lo adorano i residenti, e una parte dei turisti ci litiga sul conto. Le critiche ricorrenti sono due, e sono concrete — le attese nel fine settimana quando è pieno, e i prezzi, con qualche segnalazione di piatti fatturati senza essere in carta.

Il consiglio che ne ricaviamo è semplice: chiedete il prezzo del taglio prima che vada sulla brace, come si fa in qualunque asador serio. Fatto quello, resta una delle poche griglierie dell'isola dove la carne arriva come deve arrivare.

Andarci

Las Cadenas — carretera La Vegueta–Mancha Blanca, La Vegueta, Tinajo.
Mercoledì–sabato 13:00–22:30 · domenica 13:00–17:00 · lunedì e martedì chiuso.
Telefono 928 84 04 43 · Instagram @lascadenasgrill.

Non si prenota online: si telefona, e nel fine settimana conviene farlo. Il numero civico lo danno diverso quasi tutte le fonti (38, 38A, 49): fidatevi del telefono e della strada, non del numero.

Siamo a dieci minuti dal Santuario de Los Dolores a Mancha Blanca e a un quarto d'ora dall'ingresso del Timanfaya. È il pranzo giusto dopo i vulcani — a patto di arrivare prima delle tre e di non essere di lunedì.

Anna Borlenghi