L'isola premia i suoi artigiani: i Premios de Artesanía 2026 a Mancha Blanca

Il recinto fieristico di Mancha Blanca ha ospitato venerdi' la consegna dei Premios de Artesanía de Lanzarote 2026, promossi dal Cabildo di Lanzarote e La Graciosa. Due ore in cui l'isola ha fatto una cosa che fa di rado: chiamare per nome chi tiene in vita i mestieri.
Chi ha vinto
Il premio alla carriera è andato all'Asociación Milana, per vent'anni di lavoro attorno alla tunera, il fico d'India. Riconosciuta anche Chana Perera, fra le persone che hanno spinto la Feria ai suoi inizi, e Antonio Emilio Betancort, per aver tenuto viva la tradizione della roseta, il merletto di Lanzarote.
Menzione speciale a Joaquín Reyes Betancort, di Máguez, per la conservazione dell'alfareria tradizionale: l'argilla lavorata senza tornio, come si faceva qui prima che arrivasse. A loro si sono aggiunti Los del Gofio Arráez & Morales, di Órzola, per venticinque anni di presenza alla Feria, e Aurelio Pérez, premio per la migliore decorazione di stand nel mestiere della cantería, la pietra.
Il presidente insulare Oswaldo Betancort ha detto che nell'artigianato c'è buona parte dell'identità dell'isola: «Abbiamo riconosciuto persone e collettivi che hanno dedicato anni di lavoro a conservare conoscenze». La consigliera Aroa Revelo ha insistito sul punto che conta davvero: la trasmissione. Saperi come la roseta o l'alfareria non si perdono quando muore chi li conosce, si perdono quando nessuno li ha imparati prima.
Il libro sulla cocciniglia
Subito dopo la premiazione è stato presentato La tunera y sus productos. El cultivo de la cochinilla en Lanzarote, edito dal Servizio Pubblicazioni del Cabildo. Il volume documenta il valore storico, economico e culturale della cocciniglia nelle Canarie — l'insetto che vive sul fico d'India e da cui si ricava il rosso carminio. Per decenni è stata la prima ricchezza di Lanzarote, prima che i coloranti chimici la mandassero in rovina: oggi è una coltura di nicchia, e quel rosso vale di nuovo.
Pamela Maletti
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